Chi sono? Dove vado? Cos'ho calpestato arrivando?
Queste e molte altre le domande che ogni giorno mi pongo, in quei rari momenti della giornata in cui le mie poche cellule cerebrali ancora attive non sono del tutto impegnate nel garantirmi la sopravvivenza fisica. E' infatti nelle fasi di maggior introspezione che rischio di riportare danni letali come conseguenza di incontri chiusi con porte a vetro o passaggi superficiali su scalini mimetici.
Capirai pertanto che cercare di spiegare a te, accorto lettore, chi o cosa io rappresenti non sia per me compito da affrontare a cuor leggero. Molto meglio farlo a stomaco pieno. D'altra parte, lettore attento, se stai ancora seguendo queste esternazioni è evidente che c'è qualcosa in me ad attrarti. Parlane col tuo psicologo, potrebbe aiutarti a tornare nel mucchio dei normali. Proprio così, lettore curioso, non ritengo di far parte della felice comunità globalizzata di coloro che possono definirsi normali senza scoppiare a ridere nel dirlo. Non che il Destino mi abbia lasciato molte scelte, altresì vero è che non mi sforzo molto a cercarne di nuove. Per cui, impiccione d'un lettore, considerando quanto sia il tuo interesse nello scoprire chi io sia, trovo più che soddisfacente lasciarti crogiolare nell'amletico dubbio.
D'altra parte è possibile che tu abbia già riordinato con successo i piccoli frammenti che il materiale raccolto in questo sito lascia sparsi, oppure nasconde, rendendoti possibile la ricomposizione del banale mosaico della mia patologia. Motivo in più per smettere di leggere, non credi?
No?
Così sia, dunque: la mia storia inizia il pomeriggio del quattro giugno millenovecentosettantacinque. Talmente scocciato di dover nascere da fingermi morto per dispetto, non servì a farmi tornare indietro. Nato a Roma, da madre lombarda e padre pugliese, punto di convergenza nonchè media chilometrica della passione. Dubbiosi sul risultato del primo tentativo, quattro anni dopo una nuova convergenza inserì mio malgrado una sorella in questa biografia. Resosi conto dell'evidente degrado nella qualità di vita introdotto col Modello Due di discendente, decisero di interrompere l'improbabile tradizione della famiglia numerosa e felice.
La mia infanzia è trascorsa, così come la mia adolescenza. Senza chiedere pareri o consigli, senza anticipazioni sul senno di poi. Sono soltanto trascorse, se vi sono stati episodi meritevoli non li ricordo, mi sforzo di dimenticare quelli debilitanti. Ho fin troppo buona memoria per questi ultimi. Qualche segno premonitore ci fu: pomeriggi passati a leggere i brani riportati nell'antologia d'Italiano lasciano pochi dubbi sugli sviluppi futuri. Per mia fortuna (forse) dopo non molto arrivò il mio primo computer e lo Spettro Nero dei byte - uno Spectrum ZX+ per i tecnici - venne a rapirmi.
Al momento di decidere per le superiori il richiamo digitale si era fatto troppo forte, ed ITIS fu. Lì incontrai il mio primo VAX ma, troppo giovane ancora per riconoscere il vero amore, lo lasciai passare come lasciai passare tutti coloro che furono miei compagni di classe. Più o meno nel '93 l'accurato lavaggio del cervello familiare che qualche anno prima mi aveva portato ad avere un "vero" computer tutto mio - un banale clone IBM, che all'epoca non appariva come tale - mi rese possibile l'aggiunta di un modem al peso della bolletta. Un avveneristico modem interno a 2400 baud con tanto di compressione MNP5. Scoprii FidoNet e gli altri network paralleli, nello stesso tempo scoprivo H.P.Lovecraft. Qualche tempo dopo scoprii Linux. Di scoprire le donne, non se ne parlava ancora.
E dai solitari abissi popolati di bit, ancora
una volta naque Cthulhu.
E passarono gli anni, e riemerse R'lyeh portando con se il suo
cumulo di parole perdute.
Su come mi si debba chiamare in modo corretto non mi dilungherò, che chi sa non ha bisogno di ripetizioni e chi non sa è meglio per la sua incolumità. Tuttavia, come curiosità antropologica, vi riporto l'elenco delle varianti - per lo più innocue - finora partorite dall'ingegno umano:
- Ciut
- Cutù
- Ciutù
- Cutulu
- Ciutulo, con accento a piacere
- Cutulullu
- Aho!
- Sily, ma non vi azzardate!
- FrancescoP
Per il paio di anni a seguire mi trastullai con l'idea di diventare ingegnere, raggiungendo e mantenendo la meritevole media del 30, anche se con l'irrilevante dettaglio di un solo esame sostenuto. Quando la coscienza venne a bussare alla porta non trovò nessuno ad aprirgli, tuttavia poco dopo decisi che nella vita esistevano modi migliori per rincoglionirsi, a costo di cominiciare con erbe e alcool. Ed invece cominciai a lavorare come sistemista/programmatore in erba - stroncando sul nascere una promettente carriera di alcolizzato cannarolo per avviarmi lungo un tunnel che non prevede luci, ne prima, ne durante, tanto meno dopo.
Se fossi stato raccomandato non l'ho mai saputo per certo, il militare lo feci a Roma. Distretto Militare, reparto Nucleo Elaborazione Dati. Ovvero, ancora davanti ai computer. Non so, dicono sia stato fortunato, ma era sul serio fortuna dover rimanere chiusi dentro una caserma nella propria città, circondato da menti militari (i dettagli sono coperti da segreto militare, ed un motivo c'è) mentre fuori la vita che mai avevo percepito nè che mai mi aveva interessato si prendeva la sua vendetta? Non che fossi relegato, intendiamoci, anzi, grazie a qualche trucco ideato da generazioni di nonni benevoli mi era possibile tornare al tepore casalingo, più di quanto non fosse previsto dal regolamento. E tutto sommato qualcosa imparai: scoprii molti lati schifosi della razza umana che se a non saperli si vive felici, a conoscerli si sopravvive meglio.
Ma non si finisce mai d'imparare, vero? Lasciato con brusca brutalità il mio primo lavoro - che tra le altre cose mi portò alla riscoperta dei VAX, attivando i meccanismi feticisti che ora mi portano a collezionarli - mi buttai senza troppi ripensamenti in una nuova avventura: una società tutta mia. Che proprio tutta non era e che in realtà trovavo comodo potervi far parte senza troppo curarmi delle magagne. E senza che me ne curassi, quest'ultime sono arrivate poi, con comodo, tutte quante. Ma se da una parte pioveva, dall'altra soli colorati provavano ad aprire uno squarcio nelle tenebre ottuse, generando pericolose oscillazioni di scariche neurali in cerca di stabile ed assoluta verità.
Primo ed Unico enunciato di Cthulhu:
"Tutto è irrilevante!"
Corollario:
"E 'sti cazzi."
Sperduto tra luci ed ombre, decisi che se capirle non mi era possibile, avrei potuto provare a catturarle. Il primo passo era già stato tentato con una tastiera, matrice di parole. Più tardi decisi di inoltrarmi nel mondo delle storie senza parole, la fotografia.
E se anche non ti dovesse bastare, per ora è tutto. Predire il futuro non mi è possibile, riguardo le mie tristi premonizioni preferisco applicare il mio enunciato unico. Prova a ripassare per questi luoghi tra qualche tempo, se proprio ci tieni, chissà cosa potrai trovarvi. Male che vada, pubblicità di siti porno.
Non ho proprio idea del perché debba interessarti, ma se mai così dovesse essere ti sarà sufficente fare click qui per entrare in possesso del mio rapporto danni ufficiale. Ma forse tu ami chiamarlo curriculum, curricula se sei eurdito o pignolo.
Se invece vorrai scrivermi, potrai farlo utilizzando l'indirizzo che trovi qui in fondo. Perdonami se non è sufficente fare un click o se trovi noioso il modo in cui ho l'ho mascherato, ma viviamo in tempi difficili e a dispetto di tutte le informazioni non richieste ma ricevute, i miei disperati tentativi per allungare di qualche centimetro il pene non sono serviti a nulla.
I saluti non sono il mio hobby, non mi perderò in malinconici addii. Non ti invoglierò a tornare, non ti supplicherò di leggere ancora le mie storie. Non rimarrò in ansiosa attesa di un tuo cenno di approvazione, non mi preoccuperò se il tuo giudizio sarà negativo. Nulla di tutto questo perché io, qui, sono Cthulhu e tu, ora, sei solo una riga come tante altre in un file di log.
sinceramente,
Francesco P. Sileno



