Ben arrivati, questa è R'lyeh.
Non la prima, non l'unica, neanche l'ultima.
Solo un altra, persa tra i bit che sempre più velocemente
trapassano la vostra mente.
Chi sa cos'è R'lyeh, si aspetterà di trovare lamenti, sangue,
tenebre, terrore e oscure presenze in agguato.
Speranze vane, non c'è nulla di tutto ciò in questo luogo,
eccetto la mia "inquietante presenza". Che neanche si affatica
tendendovi agguati, siete venuti per vostro conto.
Per il resto, date un occhiata al tiggì della sera.
Chi non sa cos'è R'lyeh non si crucci più di tanto, quello che
deve essere sarà, che voi lo sappiate o meno.
Parole.
Quando le macchine cominciarono a parlare tra loro, e gli uomini
con le macchine, inquietanti profezie vennero fatte.
Ve ne era una, prediceva la fine dei libri, delle parole scritte.
Viene rispolverata ogni tanto, ogni volta che una memoria di massa
più capiente della precedente vede la luce.
Eppure, queste sono parole scritte.
Non su carta, non con inchiostro, ma scritte.
E in questa R'lyeh ve ne sono tante.
Scritte da me, da altri, con o senza scopo.
Aspettano di essere lette, come gocce di inchiostro su carta o
come goccie di luce su vetro, poco importa.
Siete ancora qui?
C'era un tempo, la luce del sole brillava ancora, in cui su queste
pagine c'era tanta grafica. Più di quanta ne richiedesse il
buonsenso.
La vita scorreva indifferente.
Le nuvole si addensarono, scontrandosi in ruggenti artigli
luminescenti. Il colore scappò dalle immagini, lasciando segni
grotteschi al loro posto.
Creature irrequiete cancellano i segni.
Qualche traccia ancora non va via, fortunatamente le parole
restano.
Ora vogliate perdonarmi, ho un lungo sogno da continuare...
(31 Luglio 1999)



